Sapete cosa? Ma partorite come vi pare….

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Leggo ancora su Facebook commenti di donne contrarie al parto in casa e alla battaglia che le ‘colleghe’ stanno portando avanti per informare su questa modalità di parto, offrendo in questo modo la possibilità di scegliere tra diverse opzioni (che so… magari non esiste solo il parto pilotato, cesareo, o il cosiddetto ‘parto naturale’ spesso condito con una serie di simpatici interventi inutili come episiotomia, somministrazione di ossitocina, catetere, manovra di Kristeller, etc etc…). Mi rendo conto che ancora in Italia il parto domiciliare sia ancora considerato “non sicuro”, se non “pericoloso”. E c’e’ ancora chi pensa che una donna che lo scelga leda i diritti di suo figlio…. vabbe”……………………

Dopo due parti in casa e due libri sull’argomento, tanti discorsi, domande, polemiche, interventi in tv, sui giornali e sul web, complimenti, incoraggiamenti e critiche, sono giunta a questa conclusione: partorite come vi pare! Una battaglia  “ufficiale”  per il parto in casa, il coinvolgimento delle “istituzioni” (mi fa ridere pensare al livello di preparazione/informazione/aggiornamento professionale di molta parte del cosiddetto ‘establishment’ medico), la richiesta di leggi/ordinanze/decreti/petizioni e quant’altro, non servono più di tanto. 

Perché le donne che lo vogliono, il loro parto in casa alla fine lo avranno. Non siamo forse determinate e toste quando vogliamo davvero qualcosa? Ci fermiamo davanti alle difficoltà? Non mi pare proprio. Certo, sarebbe meglio se la strada fosse più comoda e facile, il percorso più lineare, il consenso sociale più ampio, e soprattutto sarebbe fantastico avere il rimborso dallo Stato (come sarebbe giusto avere)…. ma non si può avere tutto! Una cosa è certa: chi vorrà porsi delle domande, come ad esempio perché la percentuale dell’uso del bisturi in sala parto è salito dal 5% negli anni ’60 al 40% di oggi; o perché nella provincia di Bolzano il taglio cesareo viene fatto nel 23% dei casi mentre in Campania nel 50%!!!! Chi decide? In base a cosa si decide? E la donna che sta per dare alla luce suo figlio, vi risulta che venga consultata? Ascoltata? Coinvolta? E come mai secondo voi il 43% dei cesarei in Italia sono INGIUSTIFICATI (secondo un’indagine del 2013 condotta dal Ministero della Salute con i Carabinieri dei Nas, non secondo me…)

Prego, accomodatevi! Basta con le pippe mentali! Se a una donna non frega nulla se in ospedale o in clinica ignorano i suoi bisogni e i suoi desideri, se diventa un oggetto inconsapevole di manipolazioni o di interventi non voluti, non capiti, non conosciuti e non annunciati, e se le stanno bene le procedure standardizzate applicate indistintamente a tutte dei nosocomi (certo, siamo tute uguali, non lo sapevi?), e se la fanno partorire con l’induzione perche’ è in arrivo il week end o è Natale o Ferragosto… che sarà mai! Non ha bisogno di essere convinta! Evidentemente non le interessa.

La sicurezza non è data dalle “macchine”, dalla tecnologia, ma dalla preparazione, esperienza, saggezza e compassione (sì, del “patire con”) del personale (l’assistenza femminile è quella che funziona meglio in assoluto, lo dimostrano le evidenze scientifiche) che assiste una donna durante la gravidanza, il travaglio, il parto e il post-parto. La sicurezza è data da quanto la donna si sente SICURA mentre partorisce, perché solo così ha la possibilità di attingere a tutte le sue risorse più profonde. Siamo mammifere, ragazze, quindi basta riuscire ad attivare quei meccanismi virtuosi (gli ormoni dell’amore secondo Michel Odent, luminare francese che ho intervistato e che ha anche partecipato alla presentazione del mio libro).

Davvero! Partorite come vi pare!  Un solo consiglio: fate come volete, ma proteggete voi stesse! E rispettate chi non la pensa come voi. Grazie

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10 commenti

  1. Il tc in Campania supera il 60% Bitti, e parlando con una ostetrica che assiste parti a casa ho capito come fanno : fanno una specie di cerchio intorno alla donna, la madre di lei,la suocera, il marito e il ginecologo per convincerla che il tc è più sicuro e che deve pensare al bene della creatura …Certo è lei che deve scegliere , ma per scrollarsi di dosso tutte queste catene ci vuole l’energia di tutte noi, come l’energia che metti in questo blog . Il cambiamento avverrà a partire dalle donne e i social network possono fare tantissimo ….

  2. Molto carino e “provocatorio” il titolo di questo articolo…devo ammettere che l’ho letto con piacere, e certo, dopo tutta l’esperienza vissuta sulla pelle e la conoscenza approfondita di questi temi, so che il mio commento e’ superfluo, ma ci terrei a farlo comunque…e vero che poi alla fine la donna che vuole partorire in casa lo fa, sola o accompagnata, ma credo che non tutte siamo uguali, e che la forza delle donne che lo hanno già fatto dovrebbe essere messa al servizio di coloro che non hanno tutta questa sicurezza, per i più svariati e umanissimi comprensibili dubbi. Per questo dobbiamo continuare a chiedere a gran voce la copertura delle spese per un parto libero..perché se è vero che tutte possiamo scegliere, e anche vero che non tutte abbiamo le stesse possibilità’ economiche ne’ magari abbiamo avuto la fortuna di intraprendere un percorso di consapevolezza o di incontrare la persona giusta al momento giusto…quindi…ok PARTORITE COME VI PARE! Ma uniamoci per un diritto sacrosanto!

    1. Hai ragione Miriam. Assolutamente. E’ per questo che ho scritto due libri e da anni intervengo sul tema, appena ne ho l’occasione. Ma a volte e’ davvero scoraggiante rendersi conto quanto sia difficile comunicare questo messaggio. Da quando è uscito il mio primo libro. Partorire senza paura (2008) ho ricevuto tantissime mail e messaggi di incoraggiamento e ringraziamento, non me l’aspettavo neanche! Mi ricordo della prima volta: una donna mi ringrazio’ dicendomi che grazie a me aveva evitato il cesareo e aveva partorito naturalmente, come aveva sempre sognato. Ho pianto dalla gioia. E mi sono detta che se anche una sola donna era riuscita a realizzare il suo progetto, ad avere il parto che aveva desiderato, ne era valsa la pena.
      Dopo tanti anni pero’ mi rattrista vedere di come questo percorso verso un parto piu’ umanizzato e a nostra misura (non a misura dell’establishment medico) venga interrotto cosi’ spesso e con colpi cosi’ profondi.
      Ben vengano quindi commenti come il tuo: rappresentano molto per me e per tante altre donne, mamme e future mamme!
      Grazie di cuore,
      E.

  3. Ho partorito con tc dieci mesi fa all’alba dei..47 anni e probabilmente il mio tc x tanti sara’ considerato INGIUSTIFICATO..in quanto da me richiesto causa pregressi episodi di Herpes ricorrente che a detta del ginecologo nn si é evidenziato durante la gravidanza.. seppur io ne avvertissi i sintomi periodicamente.
    Diciamo che avrei fortemente desiderato il parto naturale ma il terrore che l’infezione potesse passare inosservata e contagiare il piccolo con le conseguenze che si sa nn essere da poco mi ha indotto alla scelta tc considerato poi che realizzare la maternità era già un regalo così grande che temevo di. chiedere davvero troppo.
    Per quanto tanti mi dicessero che in assenza di lesioni l ‘herpes nn si attacca nn mi sono sentita di fidarmi e oggi mi tormento per non aver avuto il coraggio di vincere la paura e seguire l ‘istinto di partorire naturalmente.

    1. Cara Sabrina, non ti tormentare! Hai solo cercato di proteggere il tuo piccolo. Hai seguito più il tuo bisogno di proteggerlo che le indicazioni (peraltro corrette) del ginecologo. Ma in quel momento per te era la cosa giusta da chiedere, perche’ come hai ben descritto nel post, “la maternità era già un regalo così grande che temevo di chiedere davvero troppo”. Credo che nell’ambito della gravidanza, del parto e del post-parto (allattamento etc.) noi donne dovremmo finalmente smettere di sentirci in colpa, di vergognarci dei nostri diritti , aspettative, bisogni piu’ profondi.
      Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza!
      Un abbraccio
      Elisabetta

  4. Complimenti per la risposta esaudiente, chiara e soprattutto libera! Proprio così dovrebbe essere, essere libere di scegliere il posto migliore per se stesse. Mettere alla luce il proprio figlio nel luogo dove ci si sente sicure è l’unica cosa che funziona davvero!!Anche se continuiamo ad ignorarlo siamo animali mammiferi e proprio con quella parte più antica di noi partoriamo….quindi chi si sente sicura dentro un ospedale, con i suoi ritmi, le sue macchine e i suoi protocolli, fa bene a scegliere l’ospedale come luogo del parto. Chiaramente, nella stessa misura, le donne che per qualsiasi motivo, pratico o emotivo che sia sentono come luogo sicuro la propria casa, fanno bene ad organizzarsi per un parto a domicilio. Ancora tante sono le paure infondate e i giudizi senza nessun tipo di fondamenta sul parto a casa …forse è che troppi soldi girano intorno alla nascita e se riconoscessimo alle donne che sanno partorire e ai bambini che sanno nascere e gli ospedali servissero quando le situazioni ne richiedessero il reale bisogno( come normalmente andiamo in ospedale se stiamo male )…forse e dico forse…quanti soldi leveremo al sistema?! Quindi per non perdermi….LIBERE DI SCEGLIERE IL POSTO SICURO PER SE STESSE è la formula vincente!!! Grazie di cuore per continuare a promuovere tutto questo!!!

  5. ma certo, è da mo’ che mi guardo bene dal dare la benchè minima impressione di convincere alcuno. certo che quando si vuole si vuole, quando ci si fida ci si fida (com’è successo a me: mi sono fidata di mio figlio e quello che mi ‘diceva’ e non era neppure nato:)). per questo ci sono donne che, credetemi, vengono a partorire dove vivo. in una comunità di fricchettoni. a loro rischio e pericolo, beninteso, di cui sono ben avvertite e sono ben consce. con la loro apparente follia si garantiscono un servizio molto difficile da avere altrove. possono partorire in santa pace, e come se non bastasse poi vengono servite e riverite. le statistiche ve le lascio solo immaginare. naturalmente sono donne normali, con le solite paturnie ‘psichiche’, spesso senza compagno o con compagno latitante o ancora peggio guerreggiante, aggravante di relazione conflittuale con la famiglia d’origine e senza un quattrino, nè altro tipo di stabilità si possa immaginare. ma nonostante cio’ partoriscono come una dea, questo ve lo devo dire. spiegare non si puo’ ma si puo’ sperimentare sulla propria pelle e davvero non c’è paragone. per noi è una benedizione, viverlo di riflesso. una scoperta sempre nuova, vedere come sarebbe facile, ci vuole cosi’ poco, sembra quasi ridicolo. certo, ve lo dico come bitti, partorite come volete, ma non dite che non vi ho avvertito!

  6. Ciao! Partorite come ci pare per me dovrebbe significare che ciascuna ha la possibilità di scegliere quello che la fa sentire più sicura, dal parto in casa al TC. Ma ti chiedo, se dici che l’assistenza femminile.è migliore, se sono le donne che partoriscono e vivono questa esperienza sulla pelle, perché dai tanto credito a Odent, che essendo un uomo non sa di cosa si parla?

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