Roma, Babington’s e la Primavera

20140328_165952La Primavera a Roma è qualcosa di davvero speciale. E’ come se la grande bellezza di questa metropoli così penalizzata e massacrata dal traffico, dalla sporcizia, dall’indifferenza e dal caos, si risvegliasse e prepotentemente facesse sentire la sua voce.

Ieri sono andata con mia figlia a Piazza di Spagna per fare un po’ di shopping. Non succede spesso, ma devo dire che la ragazza ha le idee chiare e gusti decisi, per cui quello che per me è una tortura da sempre (non sopporto girare per fare acquisti) alla fine si rileva anche un’attività piacevole. Uscite dalla metropolitana, siamo subito state accolte da un’atmosfera quasi irreale, festosa, inaspettatamente rilassante. Mentre la folla di turisti scattava milioni di foto alla famosa scalinata di Trinità dei Monti, gruppi di teen-agers si muovevano come greggi di pecore da un lato all’altro, senza mèta.

Oltrepassata la fontana del Bernini totalmente incapsulata (la stanno restaurando per l’ennesima volta), abbiamo percorso Via Condotti e siamo giunte a Via del Corso. Dopo aver fatto acquisti da H&M e da Intimissimi, in tutta fretta perché avevamo tempi ristretti, siamo tornate a Piazza di Spagna percorrendo Via della Croce, una delle mie preferite. Il fugace shopping di questa calda e affollata domenica primaverile si è felicemente concluso con l’arrivo davanti a Babington’s, epica sala da tè dove ho trascorso intere mattinate quando facevo sega a scuola. Li’ leggevo, scrivevo e pensavo, immaginando e sognando il mio futuro. Erano gli anni Settanta, c’erano le lire, erano gli Anni di Piombo e del compromesso storico, si poteva fumare (e io lo facevo, ricordo che fumavo delle sigarette colorate e molto aromatiche). Ma soprattutto non era così caro prendersi una tazza di tè e un paio di pasticcini in santa pace! (tant’e’ che poi ieri il tè me lo sono preso a casa mia…).

Buona Primavera a tutti! E alla prossima!

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